Storia

A partire dal XIII secolo l’Ordine dei frati predicatori ha beneficiato della presenza di storici al suo interno. Ma è soltanto all’inizio del XVII secolo che l’Ordine intraprese ufficialmente un progetto di “storia domenicana”. I risultati di questa scelta furono la pubblicazione di un volume degli Annales di Malvenda nel 1627, i due volumi di Scriptores Ordinis Praedicatorum curati da Jacques Quétif e Jacques Échard nel 1719 e nel 1721 e infine il Bullarium Ordinis Praedicatorum preparato da Tomás Ripoll in 8 volumi (1729-1740). Un lavoro di gruppo condotto sotto la direzione di Tommaso Mamachi permise poi nel 1756 l’edizione di un unico e promettente volume, quello degli Annales Ordinis Praedicatorum.

La storia

Dopo le grandi lacerazioni dell’epoca rivoluzionaria, in seno all’Ordine nacque un nuovo interesse per la sua storia. Nel 1841, il Capitolo generale chiese che fosse raccolto materiale riguardante le costituzioni dei Domenicani. E fu così che dalla fine degli Cinquanta dell’Ottocento, stimolati dal maestro Alexandre-Vincent Jandel, molti domenicani si dedicarono ai diversi aspetti della storia domenicana, come Gaetano Cicero (1805-1888) che ristampò le Costituzioni dell’Ordine, Thomas Bonnet (1825-1895) che intraprese la revisione degli Scriptores, Vincent Ligiez (1823-1898) che avviò una Epitome Bullarii. Il 1893 vide la nascita di un nuovo periodico sotto la direzione editoriale di Pie Mothon (1854-1929), gli Analecta Sacri Ordinis Praedicatorum comprendente sezioni appositamente dedicate a materiali storici (documenti ufficiali, agiografie, necrologie, statistiche). Sotto la direzione del domenicano tedesco Benedikt Reichert (1868-1917), dal 1898 al 1904 nella collana Monumenta Ordinis Praedicatorum Historica furono pubblicati quattordici volumi di fonti sulla storia dell’Ordine. Non si intrapresero revisioni complete degli Scriptores, ma una continuazione fino al 1750 fu pubblicata tra il 1909 e il 1934 da Rémi Coulon e Antonin Papillon.

 

Dalla Scuola storica del 1929 all’Istituto storico dell’Ordine dei predicatori (IHOP)

Nel 1929 il Capitolo generale incaricò il nuovo maestro dell’Ordine Martin-Stanislas Gillet di istituire una «Scuola di storia» nel Collegio Angelico e di trovare giovani domenicani formati in questa disciplina per impegnarli nell’edizione dei primi testi domenicani: «R.mo P. Magistro Generali committimus ut pro sua prudentia ac sollertia curet Scholae Historicae institutionem in Collegio Angelico, ut Ordo noster ditetur peritis in Critica Historica et disciplinis affinibus, quae hodie maxime florent».

La creazione di un collegio di storici con sede presso il convento di S. Sabina fu dunque annunciata dal maestro dell’Ordine con una lettera del 2 febbraio 1930 che riorganizzava, nella stessa occasione, la Commissio Leonina fondata nel 1893 per assicurare l’edizione critica delle opere di s. Tommaso d’Aquino. Secondo le parole di uno dei suoi primi membri, Hyacinthe Laurent, l’Institutum historicum Ordinis praedicatorum ricevette da allora la missione di «promuovere e facilitare i lavori di storia e di erudizione nell’Ordine, aiutare e aggiornare gli stranieri che si interessano ai nostri santi, ai nostri teologi, alle nostre tradizioni; costituire un punto di unione tra gli studiosi che hanno consacrato la propria vita alle ricerche storiche».

fr. Gabriel Théry OP, il primo presidente dell’Istituto Storico Domenicano

Una specializzazione del lavoro s’impose molto presto all’interno della prima équipe istituita sotto la guida di Gabriel Théry (1891-1950), cofondatore insieme al filosofo francese Étienne Gilson nel 1926 degli Archives d’Histoire Doctrinale et Littéraire du Moyen Âge. A Raymond Loenertz, della provincia di Francia, come lo era Gabriel Théry, fu affidato lo studio delle missioni domenicane; Hyacinthe Laurent (1906-1968) ebbe la responsabilità dei Monumenta; a Gilles-Gérard Meersseman (1903-1988), della provincia di Sainte-Rose, fu affidato il compito di studiare, ai fini di una pubblicazione, i manoscritti di domenicani illustri.

L’IHOP ricevette inoltre il compito di perfezionare il lavoro realizzato nel secolo XVIII da Jacques Quétif e Jacques Échard e di continuarlo fino all’epoca contemporanea; una revisione completa di questa opera, dopo una lunga indagine nelle biblioteche e nei fondi d’archivio, comparve in tre volumi tra il 1970 e il 1980 sotto la guida di Thomas Kaeppeli (1900-1984), direttore per quaranta anni dell’IHOP, col titolo Scriptores Ordinis Praedicatorum Medi Aevii; il quarto volume fu completato da Emilio Panella, della provincia Romana, e pubblicato nel 1993.

Inoltre, una rivista storica annuale fondata in concomitanza alla nascita dell’Istituto vide la luce a partire dal 1931: Archivum Fratrum Praedicatorum. Due collane completarono il progetto editoriale: una nuova serie di Monumenta Ordinis Praedicatorum Historicae (18 volumi pubblicati dal 1933) e una collana di monografie storiche, le Dissertationes historicae (35 volumi pubblicati dal 1931).

 

Dopo Gabriel Théry (1931-1936), Thomas Kaeppeli fu per lungo tempo presidente dell’IHOP (1936-1977). L’orientalista Raymond-Joseph Loenertz morì nel 1976. Negli anni Ottanta del secolo scorso, Raymond Cretens (provincia di Fiandra), affiliato all’Istituto nel 1939 e Stefano Forte (provincia di Malta), affiliato nel 1947, lasciarono a loro volta l’Istituto – la cui sede originaria era stata stabilita presso il convento di romano di S. Sabina – che ora doveva in ogni modo rinnovarsi. Nel 1974, il Capitolo generale di Madonna dell’Arco decise il suo trasferimento nel convento dei Ss. Domenico e Sisto, sede della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (l’Angelicum), incorporandovi, con la sua ricca biblioteca, l’antico Istituto liturgico domenicano.

Nel 1985, per venire in aiuto all’IHOP, Bernard Montagnes (1924-2018), della provincia di Tolosa, che dal 1976 collaborava con l’archivista generale dell’Ordine, ebbe la direzione della rivista Archivum Fratrum Praedicatorum. Egli divise il suo tempo tra gli archivi e l’Istituto fino alla primavera del 1989, data del suo ritorno nella provincia d’origine e della sua assegnazione al convento di Tolosa. Fu allora sostituito come direttore della rivista da Carlo Longo (provincia di Sicilia), già segretario dell’IHOP dal 1986. Emilio Panella, archivista generale dell’Ordine dal 1987 al 1995, aveva assicurato da parte sua l’interim della rivista sopra nominata. Una équipe romana questa che, supportata anche dal contributo di altri storici domenicani non necessariamente residenti in città, beneficiava di una preziosa biblioteca nella sede dell’Istituto.

A partire dal 1992 l’IHOP conobbe un nuovo slancio: Simon Tugwell, della provincia d’Inghilterra (1992-1995), poi Arturo Bernal Palacios (1995-2009), della provincia d’Aragona, e infine Carlo Longo (2009-2015) lo diressero in ordine di tempo, ricevendo l’aiuto di ricercatori domenicani, tra i quali Wolfram Hoyer, della provincia della Germania superiore e d’Austria e Paul-Bernard Hodel, della provincia Svizzera. Questi storici proseguirono le collane e le pubblicazioni in corso. Una nuova rivista vide la luce nel 1992, il bollettino bibliografico Dominican History Newsletter. Simon Tugwell iniziò inoltre a pubblicare nella rivista Archivum, a partire dal 1995, una doppia serie di articoli, apportando uno sguardo critico su alcuni precisi punti della vita di s. Domenico e su elementi fondamentali circa la genesi dell’Ordine: Notes on the life of St. Dominic e The evolution of dominican structures of government.

Tra il 1996 e il 2004, a cavallo del nuovo millennio, i responsabili dell’IHOP organizzarono a Roma cinque seminari, riunendo giovani storici domenicani. Nell’ambito della preparazione del Giubileo dell’anno 2000, il Capitolo generale di Bologna del 1998 aveva sollecitato l’IHOP ad intraprendere una ricerca storica sul ruolo dei domenicani nell’Inquisizione: una richiesta onorata, visto che si organizzarono quattro seminari internazionali tra il 2002 e il 2009 col titolo generale Praedicatores inquisitores. Questi seminari resero possibile, in linea con i migliori specialisti del tema, uno studio approfondito ed originale della questione.

 

In tempi più recenti, nel 2013 precisamente, il maestro dell’Ordine fr. Bruno Cadoré, incaricato dal capitolo generale di Trogir, ha intrapreso un processo di riforma dell’Istituto storico, istituendo un’apposita commissione e nominando come presidente due anni più tardi, Viliam Stefan Doci, della provincia della Germania superiore e d’Austria. Spetta ora a lui, con l’aiuto di Luciano Cinelli, della provincia Romana, e di Augustin Laffay, della provincia di Tolosa, dare uno nuovo slancio all’Institutum Historicum di un Ordine religioso otto volte centenario. A questo scopo nel 2016 è stata inaugurata una nuova serie della rivista Archivum, e nel settembre dello stesso anno è stato organizzato un incontro di giovani storici a Tolosa, nei luoghi della nascita dell’Ordine in Lingudoca. Convegni dedicati ai temi Studi biblici e la predicazione (2016) e Domenicani e la Russia (2016), così come i legami stabiliti con le istituzioni accademiche interessate alla storia domenicana stanno aprendo la strada a nuove e fruttuose collaborazioni.

 

Fr. Augustin Laffay OP

 

Fonti: Acta Capituli Generalis electivi extraordinarii, Romae, Ex Collegio Pontificio Angelico, 1929; Hyacinthe Laurent, Un Institut historique dominicain, in Année dominicaine, 1931, pp. 166-169; Angelicum, 7 (1930), p. 410; Analecta Sacri Ordinis Praedicatorum, 94 (1986), pp. 112-113; Analecta Sacri Ordinis Praedicatorum, 97 (1989) p. 61; Analecta Sacri Ordinis Praedicatorum, 104 (1996) p. 634; Analecta Sacri Ordinis Praedicatorum, 117 (2009) p. 126-127.